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AMORGOS

lE GRAND BLEU

La più bella di tutte le Cicladi

Amorgos è davvero -come molti dicono- la più bella di tutte le Cicladi?

Sicuramente è la più remota, la più riservata, è misteriosa.

Sicuramente è cosi bella che in diversi momenti lascia senza fiato.

Lontana (ma non irraggiungibile) si è mantenuta per pochi, ha conservato l’autenticità e quel sapore selvaggio anni ‘70 che ci fa sognare quando pensiamo alle isole greche.

 

La prima sensazione che mi sovviene ripensando al giorno in cui vi ho messo piede è quella di un grandissimo tuffo nel blu.

Un blu intenso, che riempie lo sguardo in qualsiasi momento e che ti entra dentro, proprio come un tuffo in acque profonde.

Sciacqua via pensieri e tensioni, ti calma, ti accoglie.

Mi ha sedotta da subito. Come Patmos ha un’energia magnetica, ma differente. Più brulla, più dura in un certo senso. Altera, ma non severa.

Istintivamente l’una ha richiamato l’altra: egualmente belle e intense, ma con due frequenze distinte, come due gemelle diverse. Poco dopo ho scoperto che sono in effetti storicamente legate, i loro monasteri in qualche modo gemellati.

 

Pareti rocciose che sembrano montagne (il punto più alto dell’isola raggiunge gli 800m) si tuffano nel blu velluto del mare, che poi arriva a fondersi con quello del cielo fino a confondere la linea dell’orizzonte.

Questa potenza si ammorbidisce, si schiarisce, scendendo verso le spiagge nascoste nelle molteplici insenature, regalando gioia agli occhi e all’anima con le loro acque cristalline.

La Chora è arroccata sulla parte alta dell’isola. Tutto si sviluppa lungo una via principale, dove si infilano ristoranti e i piccoli negozi. Poi si snocciola nei vicoletti, con i loro bar dove andare prima e dopo cena, e dove sul tardi può succedere di inciampare in una festa improvvisata da balli e canti tradizionali. Una sera mi è successo per caso, mentre tornavo a casa. Ho sentito una musica e un suono di tamburelli provenire da qualche parte. Li ho seguiti fino a trovarli un una piazzetta nascosta, e a commuovermi sentendomi catapultata in un altro tempo, veramente lontana da tutto.

Amorgos va esplorata, e il modo più comodo è affittare una macchina, in quanto l’isola è molto grande e le distanze da coprire sono impegnative in motorino.

Per i più temerari c’è la moto, con cui scoprire anche strade non battute, altrimenti se si ama camminare e si ha la fortuna di disporre di molti giorni sull’isola (suggerisco comunque non meno di 4 notti), ci sono sentieri che collegano tutta l’isola e sono chiamati the blue paths. Come il nome lascia intuire sono bellissime passeggiate fra splendidi panorami (attenzione però, spesso a picco sotto il sole).

Qualunque mezzo scegliate non lasciatevi spaventare dalle distanze, sono strade meravigliose che perdono lo sguardo in tutte le sfumature del blu, e fanno entrare il vento e l’immenso nel petto.

Al centro dell’isola sono posizionati sia il porto di Katapola che la Chora (sebbene ad altitudini opposte!) e pertanto consiglio di dormire in uno di questi due villaggi per essere centrali negli spostamenti. Nello specifico fra le due sceglierei la Chora, estremamente suggestiva e romantica, ma anche il vivace porto di Katapola ha il suo perché, ed è molto pratico per le partenze e gli arrivi.

Il Nord

Ho iniziato ad esplorare l’isola da qui, appena arrivata. Senza troppi piani ho seguito la strada verso nord che va dalla Chora verso Aiegali. Il primo saluto all’isola è stata la baia di Agios Pavlos, una bella lingua di sassi bianca, molto amata dai locali.

Il segreto però sta nel prendere una delle piccole barche che portano all’isoletta di fronte, Nikouria, che è davvero imperdibile. Si può scegliere fra due stop, il primo in una piccola caletta con fondale più sassoso, il secondo ferma su una lingua di sabbia più ampia che volendo offre anche dei lettini e un piccolo bar.

Si può passare un’intera giornata qui e perdersi nella trasparenza del mare, nel gioco cromatico dei riflessi che cielo, montagne, e diverse sfumature della luce secondo il corso del sole lasciano sulla superficie dell’acqua.

Il mare è perfetto tutto il giorno essendo la baia riparata dalle correnti e dal vento, il sole arriva fino a tardi: un vero paradiso.

Aiegali è il secondo porto dell’isola, e anche la sua parte più organizzata e “per famiglie”. Proseguendo sulla costa si arriva ad altre due baie meno frequentate: Levrossos e Psilli Ammos.

Chi è stato a Patmos (o ha letto la mia guida) capirà bene che la tentazione di spingersi era troppo forte, ma devo ammettere che nel caso di Amorgos la spiaggia che mi ha rubato il cuore è stata Levrossos. Si arriva camminando per un sentierino, si passa attraverso una taverna e scendendo ci si trova in un’insenatura dalla sabbia calda e fina, con delle tamerici sotto cui ripararsi dal sole. L’Acqua è di un turchese incredibile, brilla sotto il sole, e le barche ormeggiate sembrano sospese. Mi sono sentita istantaneamente in pace, ho sentito il torace aprirsi, e immergendomi nell’acqua non ne sarei più uscita. Mi ha come portato a ritmo con l’isola stessa.

Consiglio di andare la mattina perché verso l’ora di pranzo sale la marea e l’acqua diventa più mossa, ma questa è anche un’ottima scusa per risalire alla taverna. Qui vi aspetta un’ottima cucina greca con vista sulla baia turchese, ma soprattutto l’ospitalità di Alfa, l’oste, di cui si diventa amici dopo poche battute e giri di raki, offerti fra una portata e l’altra per brindare “alla vita”.

Dalla taverna parte un sentierino a piedi (10 min) che porta a Psilli Ammos, non fascinosa quanto la sua omonima di Patmos, ma comunque suggestiva in quanto affaccia verso il mare aperto ed è molto selvaggia. Al tramonto potreste ammirare giochi di bolas e musiche di tamburi estemporanei.

Sulla via del ritorno vale la pena fermarsi nello sperduto villaggio di Potamos e salire tutte le scale fino al ristorante Kamara, per ammirare un tramonto mozzafiato davanti a un bicchiere di vino o una mithos ghiacciati e delle fried zucchini.

Lasciatevi cullare fino al calare della luce, quando il rosso fuoco si scioglie nell’orizzonte sconfinato.

Il Sud

Sempre partendo dalla Chora, dirigendosi verso sud una delle tappe sicuramente imperdibili dell’isola è il Monastero di Panagia Hozoviotissa.

Un luogo decisamente unico. Una gemma incastonata, una pennellata bianca su un muro di roccia nella quale è custodito, a 300m a picco sul mare.

La tradizione vuole che dei monaci, scappando dalla Palestina dominio dei mori, naufragarono sull’isola portando con sé l’icona della Panagia (“la più venerabile”, la Vergine), e grazie alla solidarietà degli abitanti le edificarono un degno tempio nel quale potesse risplendere. La sua posizione è stata accuratamente scelta nel punto più impervio dell’isola per proteggerlo e renderlo inattaccabile dai pirati. Oggi è raggiungibile tramite una lunga salita a gradoni, la cui fatica viene ampiamente ricompensata.

Nonostante una leggenda voglia il luogo dimora dei Daimonotopos (spiriti del luogo), e le rocce che si vedono spesso franare dalla parete, il monaco che narra la storia assicura che nulla mai abbia colpito un devoto che si dirigeva al monastero.

Varcando la piccola porticina e arrampicandosi su scalette scavate nella roccia si arriva a vedere una piccola sala con delle bellissime icone dei santi, e dove i monaci saranno lieti di rispondere alle vostre curiosità offrendovi del rakomelo o semplicemente dell’acqua fresca.

Da qualunque finestra o balcone ci si affacci, la vista si perde nelle sfumature di blu del mare. Fantastico su come debba essere ritirarsi in preghiera o in meditazione in questo luogo magico, ma nessuna descrizione o fotografia riesce a spiegare la sensazione che si prova, e che lascia addosso per tutta la giornata, essere immersi in questo luogo mistico: l‘unico modo è, effettivamente, “visitarlo come un umile pellegrino”.

Sotto il monastero c’è la spiaggia di Agia Anna, dove sono state girate molte scene del film Le Grand Bleu di Luc Besson, purtroppo essendo molto piccola d’estate è spesso anche molto affollata.

Proseguendo verso sud, il solo percorrere la strada principale e guardare il panorama curva dopo curva è già un’esperienza. La prima spiaggia che si incontra è Mouros, nascosta in un’insenatura, rocciosa, con l’acqua argentata.

Purtroppo l’abbraccio di montagne si paga con il sole che sparisce nell’ ombra molto presto, ma la consolazione è facile: anche qui in cima alla discesa che porta alla spiaggia c’è una taverna da cartolina. Bellissima esteticamente, piena di fiori, e con una vista mozzafiato. Un modo fantastico per concludere la giornata di mare in totale abbandono alla bellezza.

Andando avanti si passa per i piccoli villaggi di Vroutsi e Arkesini, con una manciata di case e qualche taverna dove è molto suggestivo andare di sera (ne parlerò più avanti). Dopo un po’ di strada si vede spuntare da un tornante il famoso relitto di “Olympia”, anch’esso set del film di Luc Besson. Intrigante oltre che per il relitto in sé, per l’immagine che si crea nella cornice dell’insenatura, i colori, il fatto che si intraveda da lontano, poi scompaia e ricompaia in un nascondino di tornanti in cui si presenta sempre più vicina.

Non è finita qui, dopo la baia del relitto si può proseguire verso Kalokaritissa, una bellissima spiaggia semi attrezzata, in una piccola baia panoramica.

Se il tempo e il mare ve lo permettono però, la cosa da fare è farvi portare sulla deserta isola di fronte da uno dei barchini ormeggiati nel porticciolo: Gramvoussa, con due baie dalla spiaggia dorata e acque cristalline.

…Non ci resta che pensare a dove e come concludere la giornata

La Sera

Chora:

 

 Tranzistoraki: Lo metto al primo posto. Cucina tipica greca di ottimo livello e senza fronzoli: una classica taverna. Sotto un pergolato nella via principale, al centro della vita serale della Chora.

Probabilmente ci sarà da aspettare (andare presto a lasciare il nome anche se si vuole mangiare tardi!), nell’attesa si può fare un aperitivo sulla terrazza del vicino Botilia

Mpir Zolaki: Ottimo ristorante di carne, sia per la tipica griglia cosi come hamburger e grandi classici greci. Tutto buonissimo. Anche lui sulla passeggiata principale (alcuni tavoli sono apparecchiati sulle scalette dei vicoli!) e con necessità di lasciare il nome per tempo!

 Apospero: Molto carino, in una piazzetta molto piacevole alla fine del corso principale. A onor del vero non ci ho mangiato, ma ho solo raggiunto per un drink degli amici che erano li a cena, quindi il feedback è di riporto, ma positivo. Il vino era comunque buono (per essere greco non è cosi scontato!) e l’atmosfera molto gradevole.

 Per il dopocena il mio consiglio è il Jazzmin, dove ascoltare musica rock e bere drink mescolandosi con chi vuole far tardi sull’isola.

Vroutsi: 

 

Georgalinis taverna: Premessa, va detto che per arrivare dalla Chora ci vuole un’abbondante mezz’ora lungo una strada nel buio pesto, quindi un’idea saggia può essere quella di fermarsi sulla via del ritorno da un giro del Sud. In ogni caso la poesia di questo posto merita comunque lo sforzo. Quando credete di esservi persi arriverete finalmente in questo paesino nel nulla con poche luci accese, fra cui quelle del ristorante che vi darà la sensazione di tornare veramente indietro nel tempo.

Una taverna tradizionale, a gestione familiare, sotto un pergolato di vite, frequentato perlopiù da locali o comunque da greci.

Ordinate le deliziose braciole di maiale, o le polpette, o tutte le altre specialità senza temere, e se siete fortunati lo farete intrattenuti da canti spontanei.

Katapola:

 

Almyriki: se avete voglia di fare una cena di pesce un po’ speciale questo ristorante sul porto (dal lato opposto a dove approdano le barche) offre un pesce sempre freschissimo e ottimamente cucinato, in un’atmosfera romantica a pochi passi dall’acqua. Un po’ più elevato come prezzi rispetto alla media dell’isola.

special tips

 

Purtroppo sono stata ad Amorgos troppi pochi giorni in proporzione a quanto l’abbia amata, e avrei voluto conoscerla di più.

Mi ha lasciato con la voglia di tornare per:

  • Esplorare a piedi tutti i blue paths
  • In particolare modo quello che collega Potamos Langada e Tholaria, i tre villaggi del nord, che non ho visitato (salvo il primo, al tramonto)
  • Visitare le spiagge di Mikri Vlykada e Halara, a quanto si dice due paradisi che però si raggiungono solo con lunghe camminate.
  • Visitare la chiesa di Agios Ioannis e la sua vista panoramica con il sentiero che parte da Vroutsi

comments & questions

Lascia un commento o scrivimi in privato: sarò felice di risponderti!

2 Comments

  1. Teresa

    Hi
    I’m looking for an accommodation in amorgos
    From 8th to 22nd august
    2 adults

    Please help us
    Teresa from italy

    Reply
    • Merabilia

      Ciao Teresa, al momento non offriamo questo servizio, posso solo consigliarti di cercare nella chora o a katapola!

      Reply

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